Iniziativa Comunitaria Leader Plus

LEADER, acronimo di “Liaison Entre Actions de Dévellopement de l’Économie Rurale”, è un programma di Iniziativa Comunitaria.

Gli stati membri devono promuovere una programmazione “dal basso” di azioni finalizzate ad incentivare lo sviluppo di aree a bassa densità di popolazione e minore diffusione dei servizi, avvalendosi del cofinanziamento dell’unione Europea.

LEADER + rappresenta la terza edizione dell’Iniziativa Comunitaria Leader; in Toscana Leader ha già avuto attuazione in due fasi di programmazione dei fondi strutturali:

LEADER I (1988/1993 Reg. CEE n. 2052/88) 2 GAL in Toscana (Amiata e Garfagnana)

LEADER II (1994/1999 Reg. CEE 2081/93) 203 GAL in Italia, 10 in Toscana (tutti i territori inseriti nell’Obbiettivo 5b)

Anche questa edizione di LEADER, come le precedenti, si propone di sperimentare soluzioni originali, integrate e sostenibili per i problemi di sviluppo delle aree rurali , che possano costituire un esempio per le future politiche dell'Unione Europea.

LEADER + promuove l'attuazione di strategie di sviluppo costruite attorno ad uno o più temi prioritari capaci di rendere maggiormente dinamiche le aree rurali, di creare nuove occasioni di occupazione e di avere effetti durevoli.


L'Iniziativa LEADER +, anche nel periodo 2000-2006, è stata gestita nelle aree rurali dell'Unione Europea dai GAL (Gruppi di Azione Locale) costituiti in ciascuna Regione e/o Stato membro di appartenenza, in territori di piccole dimensioni.
I GAL, sono i soggetti che elaborano e promuovono il PAL (Piano di Azione Locale) e gestiscono i contributi finanziari erogati dalla Commissione Europea.

La costituzione di un Gruppo di Azione Locale si basa sulla creazione di partenariati che devono essere l'espressione equilibrata e rappresentativa degli operatori, pubblici e privati, dei vari ambienti socioeconomici del territorio di riferimento. I soggetti coinvolti possono essere strutture pubbliche e private, quali ad esempio: organizzazioni di categoria, imprese locali, organizzazioni professionali agricole, sindacati, volontariato e settore non-profit, associazioni sportive, culturali, ecc.. Nella composizione della partnership locale, a livello decisionale, gli enti pubblici non possono superare il 50% del partenariato locale.