Archivio GAL Leader

  • Leader I

    “Liaison Entre Actions de Dévellopement de l’Économie Rurale”

    Il “Leader I” rappresenta la prima iniziativa comunitaria che ha applicato la metodologia Leader sul suolo rurale europeo. Questa sperimentale programmazione Comunitaria ha portato alla nascita di 217 Gruppi di Azione Locale (dei quali 29 in Italia) distribuiti in tutto il suolo europeo nel periodo che va dal 1991 al 1993 ed ha permesso di sperimentare impostazioni endogene e locali, altamente innovative per lo sviluppo rurale. Questa nuova impostazione dello sviluppo rurale, passa obbligatoriamente attraverso l’attività dei GAL che in questi anni hanno sancito il definitivo successo dei programmi Leader, diventando i nuovi attori dello sviluppo locale. Il compito del programma “Leader I” è stato in sintesi quello di suggerire delle buone linee di sviluppo (sviluppate ed applicate dai GAL sul territorio) in grado di poter trasformare tutte le potenzialità che compongono un’area rurale in iniziative locali da avviare. La validità di questo approccio introdotto col “Leader I” è stabilito dall’esperienza che questo ha dimostrato in questi anni consentendo di valorizzare le risorse tanto degli operatori che dei territori rurali ai quali si rivolge. Tra i vantaggi emersi con la prima programmazione comunitaria (Leader I) si evidenzia in oltre la creazione e in seguito diffusione di una cultura del parternariato, attraverso l’incoraggiamento verso le persone e le organizzazioni di un territorio al fine di riconsiderare lo sviluppo di un territorio come questione che li tocca personalmente. Per quanto riguarda il territorio locale l’Iniziativa “Leader I” è stata gestita dalla Comunità Montana del Monte Amiata che ha introdotto negli 11 comuni di competenza (7 nella provincia di Grosseto e 4 in quella di Siena) le strategie stabilite dal Programma Leader a sostegno dello sviluppo rurale con interventi che hanno riguardato i diversi settori socio – economici dell’intero comprensorio.

  • Leader II

    L'iniziativa Comunitaria continua...

    Facendo seguito e rafforzando quanto già avviato con l’iniziativa comunitaria LEADER I, la Commissione Europea (CE) attraverso il programma LEADER II ha messo a disposizione dei GAL (Gruppi di Azione Locale) e degli OC (Operatori Collettivi pubblici e privati) gli strumenti necessari per promuovere lo sviluppo endogeno, integrato e sostenibile delle aree rurali. Gli obiettivi raggiunti da tale iniziativa hanno permesso di risolvere svariate problematiche che hanno interessato l’intero sistema socio-economico di un’area(dall’agricoltura, passando per l’artigianato fino alla protezione e valorizzazione dell’ambiente e dei prodotti locali). Sono in oltre sorti vitali parternariati che hanno coinvolto più figure tanto pubbliche che private, capaci di definire e realizzare azioni mirate per lo sviluppo delle aree rurali. Lo Sviluppo Rurale dimostrato da tale iniziativa è divenuto anche un modello da seguire per le altre zone rurali non ancora interessate, sottolineando in oltre la fruttuosa capacità collaborativa dei progetti comuni (tra gli Stati Membri) che hanno unito le diverse aree rurali dell’Unione Europea.

  • Leader Plus

    Il terzo intervento...

    Questa nuova edizione del LEADER, come le precedenti, si propone di sperimentare soluzioni originali, integrate e sostenibili per i problemi di sviluppo delle aree rurali, che possano costituire un esempio per le future politiche dell’Unione Europea. LEADER + promuove l’attuazione di strategie di sviluppo costruite attorno ad uno o più temi prioritari capaci di rendere maggiormente dinamiche le aree rurali, di creare nuove occasioni di occupazione e di avere effetti durevoli. L’obiettivo è di contribuire a generare in ogni territorio rurale dinamiche di sviluppo endogene e durature, costruite sulla storia, l’ambiente e i fattori competitivi specifici di ogni area.

    L’iniziativa perciò si propone di:

    • favorire l’attuazione di strategie di sviluppo originali e di qualità, costruite attorno ad uno o più temi prioritari;

    • sostenere la realizzazione di azioni integrate e/o complementari con gli obiettivi di sviluppo dei programmi strutturali;
    • incentivare l’apertura delle aree rurali verso gli altri paesi europei ed extraeuropei;
    • promuovere la diffusione di esperienze, conoscenze e know-how;
    • sperimentare soluzioni ai problemi di sviluppo delle aree rurali che possano costituire un esempio per le future politiche dell’Unione Europea.

  • PSR 2007-2013

    Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013

    Approvato dalla Commissione Europea il 16/10/2007 il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Toscana 2007–2013 nell’arco di sette anni, vedrà impegnati 840 milioni di euro (di cui 370 di provenienza Comunitaria) attivando investimenti stimati in un miliardo e trecentomila euro.

    Suddiviso in 4 assi, con 24 misure, il Piano sosterrà i processi per la qualità e la tipicità dei prodotti, incoraggerà la diversificazione, promuoverà l’innovazione e la modernizzazione. Gli assi sono:

    • Asse 1 - Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale (39 % delle risorse pubbliche);
    • Asse 2 - Miglioramento ambientale e dello spazio rurale (40 % delle risorse pubbliche);
    • Asse 3 - Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale (19 % delle risorse pubbliche);
    • Asse 4 - Programmazione Leader (10 % risorse pubbliche)
  • L’Asse 4 riguarda l’attuazione dell’approccio Leader per il rafforzamento della capacità progettuale e gestionale locale con la valorizzazione delle risorse endogene del territorio.
  • L’approccio Leader, grazie al Regolamento 1698/2005, viene inserito a pieno titolo nei Programmi di Sviluppo Rurale e concorre al raggiungimento degli obbiettivi strategici degli Assi 1, 2 e 3.

    L’attuazione del 4 Asse sarà curata dai GAL (Gruppi di Azione Locale) unici soggetti responsabili nel territorio di riferimento: a loro spetta la definizione della strategia di sviluppo locale,l’animazione socio-economica del territorio a supporto dell’attuazione della propria strategia di sviluppo, la selezione dei beneficiari, il controllo sui progetti finanziati.